lunedì, 08 settembre 2008
"noren ni udeoshi"
Oggi vi insegno una frase idiomatica giapponese; "noren ni udeoshi". "
Noren" è il nome della stoffa appesa all'ingresso dei ristoranti giapponesi . "Udeoshi" significa spingere con la mano. Come immaginate se si fa così non c'è nessuna resistenza dal momento che il "noren" è molto flessibile. Questa frase significa "la situazione in cui non si è efficaci qualsiasi cosa si faccia".
ho trovato questa espressione a questo indirizzo
http://massa.typepad.com/dal_giappone/2007/07/noren-ni-udeosh.html
il blog è intitolato "DAL GIAPPONE" ed è davvero interessante... spero vorrete seguirlo...
venerdì, 22 dicembre 2006
I segreti delle bacchette cinesi
L’uso delle bacchette in Cina risale al periodo Shang (1766-1123 a.C.), sebbene non si possa stabilire con esattezza quando esse sostituirono completamente le dita, delle quali possono, a ragione, considerarsi il prolungamento.
Sono dunque il segno del progressivo raffinamento degli usi per quanto concerne il rito del cibarsi, allo stesso modo dell’introduzione delle sedie intorno al tavolo.
In origine si chiamavano zhu, vocabolo dal significato connesso al concetto di "aiutare". Ma la sua assonanza con la parola finire, considerata di cattivo auspicio, fece sì che il termine venisse progressivamente mutato in kuaizi, "ciò che è veloce".
Ancora una volta possiamo notare il simbolismo superstizioso della massa nell’uso dei termini divenuti comuni per il carattere evocativo di altre parole di pronuncia simile. In questo caso infatti gli ideogrammi che compongono la parola kuaizi si pronunciano allo stesso modo di quelli che significano "figli presto"; ciò fa delle bacchette (specialmente in avorio) un comune dono di nozze.
Non esiste un modo unico di impugnare le bacchette: essenziale è solo che possano tenere saldamente il cibo per portarlo alla bocca. Ma alcuni suggerimenti possono essere utili:
1. La prima bacchetta dovrebbe stare nell’incavo tra il pollice e l’indice, appoggiata sull’anulare, in posizione fissa.
2. La seconda bacchetta, stretta tra le sommità di pollice, indice e medio, dovrebbe potersi manovrare liberamente.
3. Le punte riunite dovrebbero combaciare.
A spiegazione di come l’uomo percorra nella sua esistenza la via dell’umanità che lo ha preceduto, c’è un’acuta osservazione cinese che fa notare come a un bambino venga naturale usare le bacchette molto vicino alle punte, quasi a toccare il cibo con le dita, per poi salire verso la sommità nell’età matura, percorrendo su di esse un cammino che va di pari passo con quello della propria vita.
venerdì, 22 dicembre 2006
Il Tempio Shaolin deve mantenere il passo con i tempi
Il Tempio Shaolin, da tutti considerato il solo ed unico luogo di nascita del kungfu cinese, ultimamente è stato spesso al centro dell’attenzione nazionale e non, per aver seguito da vicino eventi quali la gara (stile kungfu) del reality show “Super girls”, o per aver ricevuto in dono un’auto sportiva di lusso o ancora per l’ultimo Festival delle arti marziali, con Shi Yongxin, l’abate, al centro di tutto.
Shi è stato ammesso al tempio nel lontano 1981, allora in forte recessione economica con solo una dozzina di monaci su 1.86 ettari di terra coltivabile. Divenne abate nell’87, 5 anni dopo l’acclamatissimo film sulle arti marziali “Il Tempio Shaolin” appunto, con la star del cinema hongkonghese Jet Li, che fece riguadagnare al kongfu, così come al tempio stesso, l’attenzione internazionale di cui aveva bisogno. Dalla sua inaugurazione, Shi ha enfatizzato l’importanza dello scambio culturale con i paesi stranieri, portando avanti una serie di riforme per espandere l’influenza del tempio, rendendolo un pilastro dell’industria turistica a Dengfeng, dove ha la sua sede.
Nonostante il grande successo attuale, la gente si chiede se il tempio Shaolin resti comunque un luogo sacro del Buddhismo Zen o vada considerato piuttosto un sito turistico e, ancora, se l’abate vada visto come un eroe per le sue riforme o piuttosto come il CEO del tempio. Nel corso di un’intervista con il programma “360 gradi” su un canale di notiziari della CCTV (China Central Television), Shi ha espresso la sua filosofia di mantenere il passo con i tempi ma con un “tocco commerciale”. Vent’anni fa il tempio era poco più che conosciuto, mentre oggi non solo ha un ufficio tutto suo e persino un sito web, ma possiede anche due società che gestisce da solo. Shi, chiamato spesso CEO del tempio, ricorda però che “dalla commercializzazione dipende la vita e la promozione della cultura Shaolin”. Nel 1993, Shi portò al tribunale una società produttrice di prosciutti per aver pubblicizzato i suoi prodotti con il brand “Shaolin”, una violazione della legge. Fu il primo caso sui diritti dei marchi nei circoli religiosi in Cina, a cui ne sarebbero seguiti altri.
A circa 200 metri a nord dal tempio, l’Ente turistico locale ha costruito una Scuola di Arti Marziali, e accanto un istituto Zen. Sono in molti a sospettare che le aspirazioni commerciali del tempio Shaolin possano finire per disturbarne la tranquillità. Shi crede, però, che questa situazione sia il risultato di un interscambio tra business e brand non necessariamente negativo, che ha però portato molti ad accostare il tempio Shaolin alla Disneyland americana, che, infatti, oltre ad essere un business è anche un brand.
venerdì, 22 dicembre 2006
Il Primo Drago.
Nel dicembre 1987, nella provincia dello Henan, luogo di origine della civiltà cinese, fu scoperto un drago di conchiglie.
Considerato come il «primo drago della Cina», esso è importante per lo studio della storia culturale del paese. Lo si può vedere esposto a 60 km da Zhengzhou, capitale della provincia.
L’esposizione è nel tempio dedicato al Re dei draghi costruito nel 1723 sulla riva nord del Huanghe contemporaneamente alla diga del fiume. Il tempio comprende più di 200 arcate perfettamente conservate e una stele in rame scolpita dell’altezza di 4,3 metri. Un’iscrizione cinese dovuta a un imperatore Qing è considerata come la più grande del paese.
Il primo drago della Cina fu scoperto in una tomba risalente all’epoca della cultura di Yangshao, al momento dei lavori d’irrigazione vicino al Huanghe (Fiume Giallo). Situato in una fossa a 5 metri profondità, il drago è fatto di conchiglie di forme e di colori diversi: i denti e gli artigli aguzzi sono bianchi e bruni, gli occhi rotondi neri e bianchi, la lingua è rosso scuro. Con una lunghezza di quasi 1,80 m, esso rassomiglia ai draghi delle leggende: una testa di cavallo, delle corna di cervo, un corpo di serpente coperto di scaglie, degli artigli d’aquila, una coda di pesce, la testa retta; il suo corpo ondulato sembra pronto a camminare e a volare.
Proviene dalla tomba di un adulto. A fianco al cadavere, c’è una tigre composta con delle conchiglie. Nell’antica Cina, il drago e la tigre rappresentavano il potere. La scoperta del drago e della tigre dimostra che a quell’epoca, gli uomini dominavano nella vita sociale.
Il primo drago della Cina è stato scoperto a Leize, terreno un tempo paludoso in cui la leggenda fa nascere il Dio della folgore. Un libro antico racconta che una ragazza, Huaxu, camminò per caso su un’impronta del piede del Dio della folgore, mentre si stava recando a Leize. Ne rimase incinta e diede alla luce un bambino che si chiamò Fuxi (è l’Adamo cinese), con testa d’uomo e corpo di drago. Fuxi fu considerato come l’antenato della nazione cinese. Ed è per questo motivo che si dice che il popolo cinese discende dal drago.
È meglio intraprendere il viaggio verso il paese natale del drago il secondo giorno della seconda luna (in marzo). Quel giorno si festeggia il levar del drago, che simboleggia il rinnovamento apportato dalle pioggie di primavera. Vedendo le campagne del Henan in quel giorno, si possono osservare usi e costumi locali interessanti. Si preparano per l’occasione dei ravioli e dei dolci; ci si fa acconciare i capelli, ci si lavano i piedi. Tutto ciò simboleggia la pulizia della testa e delle corna del drago. Si fanno saltare dei grani di mais e di fagioli all’alba o al tramonto (quando se ne mangia, non si sente la puntura di uno scorpione!). Un’altra usanza è quella di gettare un sasso in un pozzo dove si deve prendere l’acqua, per attirare l’attenzione del Re dei draghi evitando, così, che venga ferito dal secchio. Si chiede perdono al Re dei draghi, mettendo un vaso da notte in testa (le donne pigre, golose o che non rispettano i loro suoceri devono sottomettersi a questa usanza se non vogliono essere colpite dai fulmini) Infine si preparano dei buoni piatti per accogliere la propria figlia e suo marito, augurando loro tutta la felicità possibile.
mercoledì, 10 maggio 2006
Salve a tutti, dopo molto tempo riprendo a postare sul mio blog. Oggi vi voglio parlare di un libro, "Il Libro dei Cinque Anelli" (五輪の書, Go Rin No Sho) che si apre così "Per la prima volta voglio rendere testimonianza scritta della mia esperienza nella Via durante molti anni e di quel sentiero di Heiho a cui ho dato il nome di Niten Ichi-ryu. Siamo nella prima decade del decimo mese del ventesimo anno di Kanei. Sono salito sul monte Iwato, nella provincia di Higo nel Kyushu, per rendere omaggio al Cielo, pregare Kwannon e sedermi in Buddha." Così si apre il trattato sull'arte della spada scritto da Miyamoto Musashi. A mio avviso uno dei più famosi spadaccini giapponesi . Il libro è diviso in cique capitoli: Il libro della terra, il libro dell'acqua, il libro del fuoco, il libro del vento e il libro del vuoto. I cinque anelli.
mercoledì, 22 febbraio 2006
Sempre sulla geisha...o dovrei dire SUI geisha? Eh già, perchè inizialmente i geisha erano tutti uomini, che sapevano intrattenere altri uomini in cene d'affari et similia. Erano maestri della conversazione e di divertimenti. Poi, piano piano, iniziarono ad esserci anche geisha di sesso femminile, che in non molto tempo, surclassarono gli uomini nell'arte dell'intrattenimento, fino a diventare le (credo di poterlo dire senza incappare in errori) le uniche detentrici di quest'arte. Sappiate che le geisha, poi, decisero di poter anche avere un amante (sfatiamo così il mito delle geisha=prostitute) che doveva mantenerle. A oggi, però, gli uomini che possano permettersi di pagare una gheisha come amante sono pochi, e soprattutto le geishe, preferiscono mantenersi da sole, così possono mantenere la propria libertà! ni hao (= ciao in cinese) al prossimo post!
lunedì, 20 febbraio 2006
Il T-52 Enryu.
Il T-52 Enryu, o HyperRescueRobot, è un robot a comando idraulico, costruito per tagliare un percorso attraverso residui, che sono conseguenza di terremoti o altre catastrofi, in modo da facilitare il compito dei lavoratori addetti al salvataggio. Il T-52 è stato progettato dall'azienda giapponese Tmsuk e un prototipo è stato rilasciato nel marzo del 2004 in giappone.
Pensate se veramente si rivela utile, magari si potranno salvare molte più persone di quanto non si faccia con i mezzi attuali. Ve li immaginate? I T-52 tanti "transformers" che ci salvano la vita.
mercoledì, 08 febbraio 2006
Per dimostrare che la cina è vicina... e che in fondo c'è un po' di follia in tutti noi ecco due video da vedere
Ragazzi Cinesi - BSB1 Ragazzi Cinesi - BSB2Assurdoooo!!! Fate i vostri commenti!
mercoledì, 08 febbraio 2006
La pena di morte. Il lato nefasto della Cina.
In Cina ogni anno vengono giustiziati più individui che in tutti i paesi del mondo messi insieme, e nella primavera del 2001 le condanne a morte sono state più numerose di quelle inflitte nei tre anni precedenti in tutto il resto del Pianeta: dal 2001 la pena capitale può essere applicata a un numero esteso di reati da essere paragonabile all’Iraq di Saddam Hussein. Nel 1989 i reati capitali erano 20 e nel 1997 erano diventati 68. Tra questi: frode fiscale, contrabbando, traffico d’arte, appartenenza anche indiretta a organizzazioni illegali, violazione di quarantena se malati, e uccisione di panda. Amnesty International ha censito 1060 esecuzioni sicure nel 2002, ma uno studio di Nathan & Jilley ne ha stimati almeno 15mila l’anno.
Il presidente dell’Human Rights in Cina, Liu Quing, ha raccontato questo: “Ho visto prigionieri con cui dividevo la cella trascinati nel cortile e giustiziati senza alcuna formalità. Alcuni erano stati condannati per aver avuto relazioni sessuali prima del matrimonio”. Notissimo in Cina è il caso di Ma Yanqin, una ragazza colpevole di organizzare feste danzanti: “Venne indicata – ha raccontato ancora Liu Quing - come rappresentativa di quello spirito di liberalismo borghese che Deng esecrava, perciò la sua esecuzione fu molto pubblicizzata”. La cosa più facile, è dire tutta colpa di Deng Xiaoping.
Per saperne di più:
Macchianera
lunedì, 06 febbraio 2006
Salve, oggi voglio raccontarvi una storia tratta dal libro "IL LIBRO DELLE 399 MEDITAZIONI ZEN". Questa è la prima storia che si incontra nel libro. Un giorno il Buddha si presentò davanti all'assemblea dei monaci. Tutti si aspettavano che egli tenesse uno dei suoi abituali sermoni per illustrare la dottrina, il dharma. Ma il maestro, quella volta, non disse nulla.
A un certo punto, sempre senza pronunciar parola, sollevò con una mano un fiore. I monaci restarono in attesa che dicesse qualcosa; egli però se ne stava immobile e silenzioso con quel fiore in mano, e osservava i loro volti. All'improvviso il suo sguardo si fermò su Kasyapa. Kasyapa sorrise. Anche il Buddha sorrise.
Ora vi faccio una domanda... Che significato ha la storia?
giovedì, 02 febbraio 2006
Ecco un'immagine dello Shamisen e il suo suono.
giovedì, 02 febbraio 2006
Una piccola storia zen su inferno e paradiso.
Dopo una lunga ed eroica vita, un valoroso samurai giunse nell'aldila' e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosita' e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all'inferno. Un angelo lo accontento' e lo condusse all'inferno. Si trovo' in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi e pietanze succulente e di golosita' inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano tutt'intorno, erano smunti, pallidi e scheletriti da far pieta'. "Com'e' possibile?", chiese il samurai alla sua guida. "Con tutto quel ben di Dio davanti!". "Vedi: quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini, quelli che si usano come posate per mangiare,solo che sono lunghi piu' di un metro e devono essere rigorosamente impugnati all'estremita'. Solo cosi' possono portarsi il cibo alla bocca". Il samurai rabbrividi'. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppur una briciola sotto i denti. Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa. Il paradiso era un salone assolutamente identico all'inferno! Dentro l'immenso salone c'era l'infinita tavolata di gente; un'identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi piu' di un metro, da impugnare all'estremita' per portarsi il cibo alla bocca. C'era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia. "Ma com'e' possibile?", chiese il samurai. L'angelo sorrise. "All'inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perche' si sono sempre comportati cosi' nella vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino".
Paradiso ed inferno sono nelle tue mani. Oggi.
giovedì, 02 febbraio 2006
In Cina il WuShu (letteralmente arte marziale) è inserito nei programmi didattici ufficiali di insegnamento sin dalle scuole elementari. Nelle grandi cittá come Pechino, Cheng Du, Shangai, Nanchino, Tianjin, Xian e molte altre, esistono le università dello Sport (come gli ISEF in Italia) dove é presente il ramo di specializzazione del WuShu.
venerdì, 27 gennaio 2006
Sempre in merito allo shamisen, andate a documentarvi a questo indirizzo http://www.hogaku.it/strumenti/shamisen.html
un grazie a Eleonora, che nei miei link è japan on line. È grazie a lei se ho trovato questa pagina.
venerdì, 27 gennaio 2006
Lo shamisen è uno strumento a corda della famiglia del liuto con una piccola cassa armonica di forma quadrata formata da una fascia di legno ricoperta da entrambi i lati di pelle. Il manico è lungo e sottile e penetra attraverso tutta la lunghezza della cassa fuoriuscendo dalla parte opposta; su questo spuntone del manico alla base della cassa sono legate le tre corde di seta, che passano poi su un ponticello appoggiato sulla parte inferiore della cassa armonica e su un secondo ponticello fisso alla sommità del manico, per finire sui tre lunghi piroli di accordatura. La lunghezza totale dello strumento è 95 - 100 cm. La corda più bassa dello shamisen è appoggiata su una tacca e passa sopra una protuberanza della superficie del manico (sawari no yama) contro cui urta quando è in vibrazione. Questo dispositivo serve a produrre un suono ronzante (chiamato SAWARI) che è proprio la caratteristica timbrica dello strumento. Lo shamisen viene suonato con un grosso plettro di legno chiamato BACHI. Il suonatore siede in posizione seiza e tiene lo strumento in diagonale, appoggiandone la cassa sulla coscia destra. Lo shamisen è probabilmente originario dell'Asia occidentale ed è stato importato in Giappone dalla Cina, benché sia stato introdotto in Giappone in epoca relativamente tarda, ebbe un successo immediato ed una enorme diffusione sia nella musica classica che in quella popolare, tanto che oggi lo si può forse considerare come lo strumento più importante della musica giapponese. Tra i principali generi in cui esso svolge una parte di primo piano si possono citare il jôruri (musica del teatro classico dei burattini), il nagauta (musica del teatro kabuki) ed il jiuta (musica vocale da camera).
giovedì, 26 gennaio 2006
Settore a mani nude. Nel kali sono presenti: il Panantukan, l'arte di boxare, che prevede anche l'uso di colpi di gomito. Il Sikaran, l'arte di calciare. Il Dumog, l'arte delle leve, controleve e del corpo a corpo. In alcune località delle filippine si usa un sistema di lotta libera chiamata Buno. E infine l'Hubud Lubud, che sono in pratica degli esercizi di energia e sensibilità (come il Chi Sao nel Wing Chun per intenderci). Sebbene io, abbia parlato di differenti aree di apprendimento, va sottolineato che alla base esistono gli stessi principi di azione, e le tecniche che si studiano, per esempio, con il bastone si applicano a mani nude. Il principio resta lo stesso, anche se l'applicazione non è perfettamente uguale.
giovedì, 26 gennaio 2006
Ancora Kali. Il kali si divide in due sezioni il settore con armi e quello a mani nude. Nel kali si insegna prima il settore con le armi, in quanto la tradizione ritiene l'uomo armato in vantaggio, qualora sapesse usare l'arma, su un uomo disarmato. Il secondo motivo è di tipo didattico e molto originale: i maestri ritengono che quando si impara a maneggiare un'arma, i principi appresi possano essere applicati a qualsiasi altra arma o al combattimento a mani nude. Quindi nel programma del kali ci sarà lo studio del Sinawali l'arte di usare due bastoni di rattan decorati a fuoco della lunghezza di circa 70 cm ciascuno. Olisi l'uso del bastone singolo. Spada e daga l' area in cui si risentono di più le tecniche di scherma rubate ai "conquistadores". Coltello, alcuni maestri di Kali insegnano solo l'uso di quest'arma, ritenendola più che sufficiente per la difesa personale anche contro più avversari.
giovedì, 26 gennaio 2006
A tutti i frequentatori di questo blog...Qual'è la forma di arte orientale che preferite? E se è un'arte marziale, ditemi il nome della vostra arte preferita, stileremo una classifica. Sempre se ci riesco...
e con arte orientale intendo un ampio spettro di forme d'arte...arte della ceramica, l'arte calligrafica, l'ikebana (l'arte della disposizione dei fiori), i manga, gli anime,l'architettura moderna e/o antica, la giada, la scultura, i manufatti tessili e chi più ne ha più ne metta.
mercoledì, 25 gennaio 2006
La Geisha...molti pensano si tratti di prostitute, ma in realtà, la Geisha è una donna di compagnia. In giapponese, geisha significa "artista" o "persona di talento" e ha il compito di intrattenere gli ospiti, esclusivamente maschili, durante feste o cene di lavoro. Fare la Geisha di professione è molto difficile, in quanto richiede molti anni di apprendistato. Esse sono donne intrattenitrici di tipo tradizionale, che offrono ai clienti canti, balli, conversazione, giochi e compagnia, sanno suonare lo shimasen (strumento simile a una piccola chitarra). Oltre a saper suonare, a saper cantare canzoni tradizionali popolari, ed eseguire danze complicate, la vera abilità delle geishe, sta nel flirtare con gli uomini, farli ridere e farli bere, badando che la festa si svolga senza intoppi.
mercoledì, 25 gennaio 2006
Tornando al discorso del Kung Fu. Ricordate il post relativo alla Gedea? Beh oggi sono riuscito a trovare una cosa interessante...ovvero, il termine karate anticamente significava "le mosse dei cinesi" (kara = cinese te = mosse), e si riferisce alle mosse dei Tang, dinastia regnante in Cina quando il Giappone importò il kung fu. Nel giapponese moderno, invece la parola karate ha un'accezzione differente, in quanto attualmente kara significa vuoto e te significa mano, da qui la definizione, credo universalmente nota, che oggi definisce il Karate, Mano Vuota appunto.